LOKI, UNA FAMIGLIA UNICA
Nonostante sia considerato un dèi a pieno titolo, Loki occupa un posto molto particolare all’interno della famiglia divina degli Aesir, dei giganti o di qualsiasi altra creatura spirituale della mitologia nordica. Figlio del gigante Farbauti e della dea Laufrey (non si può affermare con certezza se sua madre fosse una gigante o una dea, ma la maggior parte dei miti concorda sul fatto che fosse una dea). Mise al mondo tre figli che si rivelarono poi devastanti:
- Fenrir, un lupo gigante che, durante la sua prigionia, strappò il braccio a Tyr come vendetta. Ucciderà Odin durante il Ragnarok.
- Hel, dea degli inferi. Regna su uno dei nove mondi, Helheim, che corrisponde all’inferno nella religione cristiana (da qui deriva anche la parola inglese “hell” che significa “inferno”). È la meno pericolosa dei suoi tre fratelli, se si dimentica che è lei a custodire il mondo dove i guerrieri non valorosi finiscono la loro vita.
- Jormungand, un serpente gigante che fu gettato nel fiume che circonda Midgard appena nato, tanto era pericoloso. Durante il Ragnarok, combatterà Thor e lo ucciderà.
Questa fratria fu fin dalla loro nascita un pericolo per gli dèi, infatti, la profezia narrava che i tre fratelli avrebbero avuto un impatto devastante nella famiglia Aesir. Questa profezia si rivelò vera: sono tra gli altri questi tre fratelli, guidati da Loki, a devastare il mondo.
Loki ha anche un altro figlio, che si chiamerebbe Nari o Narfi secondo i miti e che ebbe con la sua vera moglie, Sigyn. È molto meno distruttivo dei suoi cognati, anche se il suo nome significa «cadavere» in antico norreno.
Il suo ultimo figlio, di cui è la madre (sì, sì), è Sleipnir, il cavallo di Odin. Loki lo generò dopo essersi trasformato in giumenta e aver corteggiato lo stallone Svadilfari.
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LOKI, UN PERSONAGGIO ATIPICO
Nei racconti, Loki è rappresentato come un codardo, narcisista, che si preoccupa solo del proprio piacere personale o dell’auto-conservazione. Non a caso è considerato il dèi della malizia, delle illusioni e della discordia. Alterna tra la malvagità e l’altruismo, ma sempre a proprio vantaggio.
IL RAPIMENTO DI IDUN
Uno dei racconti più famosi su di lui è proprio quello del rapimento di Idun. Idun è una dea molto importante della mitologia nordica, è la custode dei frutti misteriosi che permettono agli dèi di mantenere la loro eterna giovinezza. Tornando a Loki, a causa della sua imprudenza, si trovò davanti a un gigante furioso, Thiazi, che minacciò di ucciderlo. Thiazi propose allora a Loki di consegnargli Idun in cambio della vita. Data la sua natura, Loki accettò l’accordo, consegnò Idun e si trovò minacciato di morte dagli dèi Aesir per il sacrificio di una di loro (logico). Per salvarsi, decise di andare a salvare Idun trasformandosi in falco. Thiazi, furioso, lo inseguì trasformandosi in aquila. Nel momento in cui Thiazi stava quasi raggiungendo Loki e Idun, gli dèi Aesir accesero un fuoco intorno ad Asgard, condannando Thiazi a bruciare vivo. Loki riportò Idun sana e salva nella sala degli dèi.
Come detto prima, l’atto glorioso di Loki (il salvataggio di un dio comunque) appare solo per rimediare a una calamità di cui LUI è responsabile. Questo racconto è il più conosciuto, ma si può osservare lo stesso schema in quello della creazione del martello di Thor o ancora della costruzione di Asgard.
Il seguito di questo mito è quanto meno originale. Quando Thiazi muore, bruciato dalle fiamme di Asgard, sua figlia, Skadi, venne ad Asgard per chiedere riparazione per questo omicidio. La sua unica richiesta era che gli dèi Aesir riuscissero a farla ridere (anche questo è originale). Fu a Loki che gli dèi Aesir affidarono questo compito. Per farlo, legò una corda alla barba di una capra e l’altra estremità ai suoi testicoli. Loki e la capra non potevano più smettere di urlare, Skadi scoppiò a ridere e l’omicidio fu perdonato.
Ancora una volta, le imprese di Loki non sono degne di un valoroso vichingo che combatte per dimostrare il proprio valore, ma dimostra il suo essendo stupido ed eccentrico. Per tutta la vita, ha fatto questo, alternando servizi resi ai giganti e agli dèi, a seconda di ciò che gli conveniva di più. Ancora una volta, durante il Ragnarok (battaglia devastante tra dèi e giganti) si schiererà con i giganti, diventandone persino capitano.

LA MORTE DI BALDUR
Loki è anche noto per il suo ruolo subdolo nella morte del dio Baldur. Dopo la profezia della morte del dio amato Baldur, la madre di Baldur, Frigg, ottenne la promessa da ogni essere vivente di non nuocere a suo figlio. Tutti i giuramenti furono ottenuti, tranne uno, quello di Gui, che gli dèi consideravano troppo piccolo e sicuro per nuocere a Baldur. Loki, scoprendo questa falla, decise di scolpire la lancia di Gui e di metterla nelle mani del dio Hod (che accettò, perché era cieco) e gli ordinò, con un incantesimo, di lanciarla contro Baldur. Hod, non conoscendo l’origine dell’arma, obbedì, e Baldur fu trafitto e morì. Il dio Hermod cavalcò Sleipnir nel mondo sotterraneo e implorò Hel di liberare Baldur, sottolineando quanto fosse amato da tutti gli esseri viventi. Hel rispose che se fosse così, non sarebbe difficile costringere tutti gli esseri del mondo a piangere Baldur e, se ciò fosse accaduto, il dio morto sarebbe stato liberato dalla tomba. Ogni essere vivente pianse infatti il ritorno di Baldur, con una sola eccezione: una gigante dal cuore di ghiaccio chiamata Tokk. Una leggenda parla di un’ipotesi secondo cui si trattasse di Loki, che aveva preso le sembianze di Tokk.
LA BATTAGLIA DEL RAGNAROK
Per i vari crimini che ha commesso, gli dèi Aesir decisero di legarlo a tre grandi massi con un legame fatto con le viscere di suo figlio, Narfi. Sopra di lui, un serpente velenoso, che gocciolava il suo veleno su di lui. Sua moglie, Sigyn, molto fedele e innamorata di lui, rimase al suo fianco per tutto il tempo della sua prigionia, con una ciotola in mano, raccogliendo tutto il veleno che cadeva su di lui, evitandogli un dolore atroce. I miti raccontano che quando la ciotola si riempiva e sua moglie doveva svuotarla, le poche gocce che toccavano la sua fronte gli causavano un dolore così forte che i suoi urli provocavano ogni volta terremoti.
Quando i due figli Fenrir, Skoll e Hati raggiunsero i loro obiettivi (che erano di inseguire rispettivamente la luna e il sole), il giorno e la notte scomparvero e il Ragnarok iniziò. Fu in quel momento che tutti i legami si ruppero, liberando tra gli altri, Loki e i suoi due figli Fenrir e Jormungand. Per vendicarsi, Loki prese il comando dell’esercito dei giganti e iniziò una battaglia disastrosa. Mandò Fenrir a uccidere Odin e Jormungand a uccidere Thor.
Vi lascio con il video di historia riguardante Loki:
Grazie per avermi letto, è un piacere scrivere per Odin's Hall, il marchio di riferimento negli accessori ispirati alla mitologia nordica.
Per approfondire, potete continuare a leggere i nostri blog sulle divinità nordiche iniziando, per esempio, da quello sulle Valchirie.
SKOOOLL! Gloria a Loki!